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5 mosse che un social network non può sbagliare

aprile 15, 2012 in Business

Il 2011 è stato l’anno della ribalta di nuovi interessanti social network, veramente interessanti e soprattutto utili. Dopo aver stilato la classifica dei 15 social network più visitati al mondo nel 2011, ecco come un social network dovrebbe comportarsi, a nostro avviso, per non sbagliare strada.

Il giusto mezzo tra Aziende e Utenti

Secondo specialisti americani ed uno studio di Social Media Examiner, nel 2011 gli investimenti pubblicitari online sono andati decisamente nella direzione di Facebook e LinkedIn, ed in seconda battuta sul local. Per quanto riguarda la SEO, si lavorerà principalmente all’integrazione con i social media, mentre in secondo piano finisce il caro vecchio link building. Ciò vuol dire che le aziende investono positivamente nell’immagine del proprio brand, tramutando la loro scelta verso un social oppure un altro come una scelta di mercato. Insomma, in tempi di sovraffollamento nella rete, anche i social network saranno destinati a fare a “sportellate” tra di loro. A dire il vero questo avviene tra i grandi, pensiamo ad esempio Facebook e Google+: nella giungla dei social “minori”, riuscire ad attirare l’attenzione di importanti industrie potrebbe rivelarsi la scelta decisiva.

Mossa 1: Si a 10 domande, la risposta dei Social circa la necessità di adattamento al mercato

real simple 5 mosse che un social network non può sbagliare

Il caso Pinterest. Pinterest è il posto ideale dove creare uno spazio definito completamente dedicato ad una gamma di prodotti. Creando una boards in Pinterest infatti è possibile inserire tutte le foto che volete relative a quel prodotto specifico, potete seguire persone già interessate a prodotti simile al vostro (facilmente reperibili navigando attraverso le categorie già presenti nel network). Seguirle, avendo prima costruito una serie di boards capaci di posizionarvi inequivocabilmente all’interno di un determinato settore di interesse, sarà un primo input positivo per generare un follow back.
Grande novità è rappresentata dal fatto che la frequenza con cui posterete nuovi contenuti sui vostri prodotti inciderà fortemente sulle visite al vostro sito. Pertanto, più si posta, più si viene esposti, più alte sono le possibilità di essere ripinnati. Chi sarà interessato a vedere la fonte da cui arrivano le vostre foto verrà portato direttamente sul vostro sito.
Indispensabile al fine di generare traffico è postare contenuti/immagini di qualità. Facendovi un giro random e rapido su Pinterest sarà facile rendersi conto di quale sia lo standard richiesto.

Far esplodere un contenuto da Pinterest a Facebook e Twitter è semplice ed immediato. Inoltre, se siete alla ricerca di ispirazione, qualsiasi sia il vostro settore d’appartenenza, il motore di ricerca interno a Pinterest è estremamente tarato per farvi intercettare rapidamente i trend più rilevanti del momento. Magari postati dai vostri competitor. Potrebbe a tal proposito utile farsi un’idea di come si muovono i 10 brand più seguiti di Pinterest.

L’indagine di Social Media Examiner ha evidenziato le 10 domande sui social media alle quali tutti i marketer vogliono risposta:

  • Come posso misurare l’effetto del social media marketing sul mio business?
  • Come faccio a trovare il mio target di riferimento attraverso i social media?
  • Quali sono i metodi migliori per coinvolgere il mio pubblico?
  • Come si fa a vendere con in social media?
  • Come posso usare al meglio il mio tempo per massimizzare i risultati del social media marketing?
  • Come faccio a creare una strategia di social media marketing?
  • Quali tattiche di social media sono più efficaci?
  • Quali sono i migliori strumenti di gestione dei social media?
  • Come devo utilizzare le diverse piattaforme di social media?
  • Come faccio a selezionare le giuste piattaforme di social media per la mia azienda?

Avere le risposte a queste dieci grandi esigenze dei brand significherebbe trovare la “chiave di volta” del rapporto social network-aziende, matrimonio sicuramente di successo. Ma gli utenti?

Mossa 2: Dare agli utenti qualcosa di unico = valore aggiunto

 5 mosse che un social network non può sbagliare

Se prendiamo in considerazione il caso “Pinterest“, allora possiamo sicuramente cogliere il significato dell’offrire un contenuto unico. Un social destinato ad un uso specifico è sicuramente una mossa poco azzardata: il problema rimane sempre lo stesso, se scegliere un social di nicchia, con utenze mirate (ma facilmente riconoscibili dai brand del settore), oppure lanciarsi in una sorta di emulazione dello stile Facebook.

Esistono talmente mini-social che hanno preso spunto (in tempi veramente minimi) da Pinterest, che possono essere considerati dei veri e propri cloni:

  • Trippy, a Pinterest for travelers.
  • Wanderfly, a Pinterest for travel recommendations.
  • Gtrot, a Pinterest for globetrotters.
  • Kulisha, a Pinterest for social commentary.
  • Manteresting, a Pinterest for men.
  • Gentlemint, a Pinterest for gentlemen.
  • Dartitup, a Pinterest for dudes.
  • Snatchly, a Pinterest for porn.
  • Hunuku, a Pinterest for families.
  • Everplaces, a Pinterest for the real world.
  • Urbantag, a Pinterest for places you’ve been.
  • Singterest, a Pinterest for Singapore.
  • Pin.me, a Pinterest for Russia.
  • TheComplete.Me, a Pinterest for dating.
  • Discover, a Pinterest for designers.
  • Pingram, a Pinterest for Instagram.
  • Reclip.it, a Pinterest for deal lovers (perhaps a Groupon for Pinterest for deals).
  • Sworly, a Pinterest for music.
  • Tailored, a Pinterest for weddings.
  • Chill, a Pinterest for video.
  • Stylepin, a Pinterest for fashion.
  • SparkRebel, a Pinterest for fashionistas.
  • Pinstyle, a Pinterest for fashionable fashionistas.
  • Minglewing, a Pinterest for discussion.
  • Thinng, a Pinterest for stuff.
  • GetVega, a Pinterest for compulsive listers.
  • Clipix, a Pinterest for private people.
  • Pinspire, a Pinterest for Pinterest users.
  • I Wanna Nom, a Pinterest for recipes.
  • PinCat, a Pinterest for pinning cats to Pinterest.

Questa suddivisione netta dei contenuti dimostra come il valore aggiunto dato da Pinterest (che, a dire la verità, risulta ancora sconosciuto), sia facilmente superabile, a scapito dell’utente. È chiaro che l’approccio di Pinterest funziona, consente una fruizione semplice e rapida dei contenuti, non richiede alcun tipo di comprensione (non bisogna nemmeno più leggere) e per certi versi è già diventato un tipo di standard per i nuovi siti web. Mentre alcuni cloni, come The Fancy (a nostro avviso il più riuscito), hanno deciso di specializzarsi in un settore e di darsi un’immagine più chiaramente identificabile, Pinterest ancora naviga sull’onda dello slancio iniziale. Ma la sua crescita è già in frenata, ora la piattaforma deve trovare l’assetto giusto per fidelizzare la propria utenza. Per farlo deve rendere unico il suo servizio, offrire a utenti e aziende una piattaforma privilegiata per la propria attività di social curation e prendersi qualche rischio.

Mossa 3: Rinnovarsi, rinnovarsi, rinnovarsi

Un restyling grafico è essenziale. Anche se cambiare grafica ogni anno non è certo di facile digestione per gli utenti (vedi il diario su Facebook ad esempio), è certamente una mossa indispensabile, perchè coerente alle scelte di marketing del social network e dell’attività dei vari brand. Ma non solo grafica: l’interazione tra gli utenti è fondamentale. Geo-localizzazione, commenti, velocità di upload delle immagini, nuove impostazioni di profilo, sono tutte particolarità che da un social network all’altro mantengono più o meno le stesse caratteristiche; in questo caso sono i maggiori social come Google+ e Facebook a dettare le regole. La mossa che un social network dovrebbe implementare constantemente è quella degli interessi degli utenti: è caso di The Fancy, che suddivide ogni profilo in base a questi e alle categorie in questione (food, kid, gadget, etc…).

Ogni utente basa la propria presenza e frequenza di post sulla propria reputazione: creare un social che permetta di poter accrescere la propria presenza online è essenziale.

Mosse 4 e 5: applicazione online per Iphone ed Android, facile registrazione tramite altri social network

OldAndNewTwitterMobileWebsite 5 mosse che un social network non può sbagliare

Non è solo una questione grafica o di funzionalità, ma di pratica: dare la possibilità all’utente di poter usufruire delle stesse potenzialità via browser è sicuramente vincente, ma non basta. La novità fondamentale sarà sicuramente quella di poter passare (condividere notizie) da un social network all’altro in un solo clic. Crescendo il numero dei social, gli utenti si ritroveranno con diverse credenziali di login da gestire, con conseguenti perdite di tempo, di memoria e… di pazienza.

Poter accedere ad un social network come Pinterest ad esempio, o Ning, tramite Twitter o Facebook, creando un nuovo profilo identico a quello di riferimento, non è solo una questione d’uso.

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La classifica dei Social Network 2011, per visite

aprile 14, 2012 in Business

Stabilmente in testa Facebook, anche se è molto probabile che Google Plus scalerà diverse posizioni in alto nel 2012. Netta la ripresa di My Space, per lo più considerato alle battute finali e “resuscitato” negli ultimi mesi grazie anche all’integrazione con Facebook, mossa che ha permesso un’iniezione di quasi un milione di utenti. Twitter sempre saldamente al secondo posto, mentre Linkedin si conferma sempre più social e meno sito di nicchia.

La classifica è ordinata in base alla stima dei visitatori unici mensili per ciascun social network, del quale è anche fornita la stima di Complete, Quantcast ed Alexa.

1 | Facebook
750,000,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 2 - Compete Rank |2 - Quantcast Rank | 2 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

2 | Twitter
250,000,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 24 - Compete Rank | 5 - Quantcast Rank | 9 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

3 | LinkedIn
110,000,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 44 - Compete Rank | 23 - Quantcast Rank | 14 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

4 | MySpace
70,500,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 51 - Compete Rank | 62 - Quantcast Rank | 138 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

5 | Google Plus+
65,000,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | *NA* - Compete Rank | *NA* - Quantcast Rank | *NA* - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

6 | DeviantArt
25,500,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 346 - Compete Rank | 74 - Quantcast Rank | 130 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

7 | LiveJournal
20,500,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 605 - Compete Rank | 203 - Quantcast Rank | 102 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

8 | Tagged
19,500,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 447 - Compete Rank | 217 - Quantcast Rank | 282 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

9 | Orkut
17,500,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | *NA* - Compete Rank | *NA* - Quantcast Rank | 156 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

10 | CafeMom
12,500,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 127 - Compete Rank | 82 - Quantcast Rank | 1,144 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

11 | Ning
12,000,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 617 - Compete Rank | 411 - Quantcast Rank | 339 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

12 | Meetup
7,500,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 838 - Compete Rank | 516 - Quantcast Rank | 509 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

13 | myLife
5,400,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 122 - Compete Rank | 391 - Quantcast Rank | 1,670 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

14 | myYearbook
3,000,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 451 - Compete Rank | 285 - Quantcast Rank | 1,732 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

15 | Badoo
2,500,000 - Estimated Unique Monthly Visitors | 1,596 - Compete Rank | 1,148 - Quantcast Rank | 112 - Alexa Rank.
Most Popular Social Networking Websites | Updated 4/5/2012

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Acquiescenza, comportamenti e diritto del lavoro

aprile 14, 2012 in Diritto Lavoro

L’istituto dell’acquiescenza, di cui all’art. 15 del Dlgs 218/97, prevede che “le sanzioni irrogate…sono ridotte a un quarto se il contribuente rinuncia ad impugnare l’avviso di accertamento o di liquidazione e a formulare istanza di accertamento con adesione, provvedendo a pagare, entro il termine per la proposizione del ricorso30, le somme complessivamente dovute, tenuto conto della predetta riduzione…”.

L’istituto della acquiescenza e l’adesione al pvc sono molto simili, in quanto entrambi presuppongono la rinuncia all’impugnazione dell’atto o alla presentazione di istanza di accertamento con adesione e l’integrale accettazione dell’accertamento.

Nel diritto del lavoro, comportamento acquiescente assunto dal prestatore di lavoro in conseguenza di mutamenti del rapporto introdotti in maniera unilaterale dal datore di lavoro. Ritenendo l’acquiescenza elemento fisiologico del rapporto di lavoro subordinato, per la soggezione socio-economica e giuridica in cui si trova il prestatore di attività, la disciplina influenza in maniera determinante la qualificazione e la rilevanza di tale comportamento. Più in particolare, esso viene ritenuto totalmente irrilevante quando il datore di lavoro pone in essere atti unilaterali che vanno a produrre una ricaduta sulla sfera giuridica del lavoratore presidiata dalla tutela di norme inderogabili. L’acquiescenza non va inoltre confusa con la tacita rinuncia del lavoratore.

Il comportamento acquiescente nel settore civilistico

I comportamenti che implicano acquiescenza possono verificarsi in tutti i settori della vita giuridica, trattandosi appunto di condotte passive o remissive (quando non approvative e di accettazione) nei confronti di manifestazioni di volontà altrui.
Nel settore civilistico, si pensi ad esempio al comportamento del lavoratore che compila il modello inviatogli per la previdenza integrativa: in presenza di una tale condotta, la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha ravvisato acquiescenza, e dunque volontà di accettare gli effetti della lettera di licenziamento, respingendo il ricorso presentato in seguito dal lavoratore contro l’atto di licenziamento stesso.

Si pensi altresì alla condotta del contravventore che faccia richiesta di pagare ratealmente la sanzione pecuniaria al fine di ottenere il dissequestro di un’autovettura: anche in tal caso, la giurisprudenza ha ravvisato un comportamento acquiescente, incompatibile con la volontà di reagire contro l’ordinanza-ingiunzione mediante impugnazione, e dunque ha respinto il ricorso del soggetto avverso questo atto irrogativo di sanzione.

Nel campo processual-civilistico, l’acquiescenza è disciplinata positivamente dall’art. 329 del Codice di procedura civile, il quale dispone che: «Salvi i casi di cui ai nn. 1, 2, 3 e 6 dell’art. 395, l’acquiescenza risultante da accettazione espressa o da atti incompatibili con la volontà di avvalersi delle impugnazioni ammesse dalla legge ne esclude la proponibilità. L’impugnazione parziale importa acquiescenza alle parti della sentenza non impugnate».

La valutazione del comportamento della parte come acquiescenza tacita, inoltre, essendo “apprezzamento di fatto”, è funzione del giudice di merito, e, adeguatamente motivata, è insindacabile in sede di legittimità (Cass. 21 novembre 1998 n. 11803).

L’acquiescenza ha carattere irreversibilità esclusi i casi in cui è ammessa l’impugnazione tardiva; in tal caso sarà permesso procedere ad un’impugnazione incidentale ma, gli effetti della stessa, saranno relativi esclusivamente all’impugnante principale e non alle, eventuali, altre parti in giudizio.

Le somme dovute a seguito di acquiescenza si versano presso banche, uffici postali, concessionari dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando il modello F24per le imposte sostitutive, l’Irap, l’Iva. Si utilizza il modello F23 invece, per l’imposta di registro e gli altri tributi indiretti. Le somme possono essere versate oltre che in un’unica soluzione, anche ratealmente. In questo caso il contribuente è tenuto a pagare gli interessi legali.

L’acquiescenza è stata introdotta con l’obiettivo di ridurre il sovraccarico di ricorsi e scoraggiare le liti. La riforma del contenzioso ha infatti reso il ricorso più costoso, obbligando in alcuni casi a munirsi di un avvocato difensore, prevedendo anche la possibilità della condanna a spese in caso di perdita nella causa giudiziaria.

Nota: le informazioni contenute in questa pagina tengono conto delle modifiche introdotte dalla legge di stabilità 2011 (legge n. 220 del 13 dicembre 2010).

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Gli scontenti del PDL: la lettera

ottobre 28, 2011 in Pdl

Sole24Ore – Dopo il sì dell’Europa a Silvio Berlusconi non si placano del tutto le polemiche nella maggioranza e in particolar modo nel Pdl. Mentre il ministro degli Esteri, Franco Frattini, da Cernobbio alla presentazione dell’Expo avverte che anche il Pdl può decretare la fine della legislatura: «Tutte le forze di maggioranza sono decisive. Potremmo molto più facilmente dire che il Pdl decide quando staccare la spina», alcuni parlamentari del Pdl starebbero lavorando a una lettera-appello al premier, nella quale si chiede a Berlusconi di fare un passo indietro e allargare la maggioranza, proprio per poter dar corso agli impegni assunti con l’Ue. La lettera, però, sta diventando un giallo.

pisanu scontento Gli scontenti del PDL: la letteraFrattini, sulle riforme promesse all’Ue, invita l’opposizione al dialogo e afferma che chi voterà contro le misure dovrà spiegarlo agli italiani e all’Europa. Le dichiarazioni del ministro degli Esteri, però, possono essere lette anche come un avvertimento ai cosiddetti «frondisti» della maggioranza.

Politica24 – La presunta lettera degli scontenti del Popolo della libertà al premier Silvio Berlusconi sta scatenando diverse reazioni politiche. Il capogruppo del Pdl alla Camera dei Deputati, Fabrizio Cicchitto, ha snobbato questa iniziativa dichiarando che si tratta solo di un’operazione di disturbo.

Nella bozza che è stata annunciata dall’Ansa, alcuni esponenti del Pdl chiedono ancora una volta al capo del Governo Silvio Berlusconi di fare un passo indietro e di allargare la maggioranza agli esponenti del centro moderato (in primis all’Udc) per poter dar seguito agli impegni assunti con l’Unione europea. Il segretario politico del partito del premier, Angelino Alfano, ha dichiarato che non gli risultano lettere dell’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola né di nessuno.

Un passo indietro per rispettare gli impegni con l’Ue

Ilfattoquotidiano – La missiva inizierebbe con un “caro presidente Berlusconi”, seguito dal rinnovo della fedeltà dei firmatari nei confronti del premier, di cui gli scontenti sottolineano i “grandi meriti politici” e a cui chiedono di poter continuare a sostenerlo. Ci sentiamo in dovere – si legge nella bozza del documento – con la lealtà e la sincerità che ti abbiamo sempre dimostrato, di rappresentarti il nostro critico convincimento sulla situazione politica dell’attuale maggioranza parlamentare che sostiene il tuo Governo. Dobbiamo oggettivamente registrare che l’esiguità dei numeri, in particolare alla Camera, non consente a questo Governo di poter affrontare neanche l’ordinario svolgimento dei lavori parlamentari, e tanto meno quindi, di dare quelle risposte, anche molto impegnative sul piano del consenso sociale, che la drammatica situazione economico finanziaria richiede”.

Subito dopo, però, arriva puntuale la stoccata. I frondisti lanciano un appello chiaro: senza un cambio di passo non potranno più garantire il loro sostegno. Tutto questo “per non finire su un binario morto” perché “è tempo di rilanciare l’azione politica, allargare la maggioranza parlamentare alle forze che tradizionalmente hanno fatto parte della nostra coalizione e dare una svolta all’azione di Governo”.

Secondo gli estensori del documento, riporta ancora l’Agi, il premier dovrebbe passare la mano a Gianni Letta, un minuto dopo si troverebbe un accordo politico-programmatico con l’Udc, Fli e l’Api per affrontare subito le emergenze economiche in Parlamento. Spiega all’agenzia un senatore che aderisce alla fronda, ma che vuole restare anonimo: “Nessuno vuole pugnalare Berlusconi alle spalle, sia lui ad indicare il nome. Si deciderà tutto nei prossimi dieci giorni.

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Lupi-Bindi, lui: voti son voti, lei: stronzi son stronzi

ottobre 14, 2011 in Governo

ROMA – “Ora che hanno votato i radicali entrate, non restate qui. Fate presto”. Così un sorridente Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera in quota Pdl, si rivolge all’ingresso dell’Emiciclo alla presidente dell’Assemblea del Pd, Rosy Bindi. Lei allarga sconsolata le braccia e poi, quando Lupi con una battuta le fa presente che “i voti sono voti”, replica ironica: “no, gli stronzi sono stronzi”

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Prestigiacomo: non posso votare una legge che toglie il ministero dell’Ambiente

ottobre 13, 2011 in Governo, Pdl

«Ovviamente non potrò votare nè in Consiglio dei Ministri nè in Parlamento una legge di stabilità che di fatto cancella il ministero dell’Ambiente». È quanto afferma il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in merito alle voci di ulteriori tagli al suo ministero.

In quattro anni tagli per il 90%: dal 1,3 miliardi di euro del 2008, previsti per interventi ambientali, a 120 milioni di euro nel 2012. Questi, a quanto si è appreso, i tagli per il ministero dell’Ambiente in vista della definizione degli ulteriori interventi che verranno decisi domani dal Consiglio dei Ministri.

prestigiacomo non vota Prestigiacomo: non posso votare una legge che toglie il ministero dellAmbienteConsiderando che le spese fisse, insopprimibili, per il ministero sono pari a 320 milioni, il bilancio, che per il 2008 era di un miliardo e 620 milioni, passerebbe a 440 milioni di euro nel 2012. Il rischio è quello di eliminare sostanzialmente il piano bonifiche per i 57 siti inquinati di interesse nazionale, azzerare la gestione dei 60 parchi nazionali e riserve marine, eliminare gli interventi per il dissesto idrogeologico, i fondi per la mobilità sostenibile e quelli della lotta alla Co2.

Anche Romano non voterà: grave eliminare risorse TLC

Sottrarre risorse alla banda larga e al settore tlc rappresenta ”un grave danno”. Lo afferma il ministero dello Sviluppo economico, in relazione alle anticipazioni di stampa sulla legge di stabilita’ sulla destinazione dei fondi raccolti con l’asta 4G, che avrebbero dovuto essere reinvestiti nel settore tlc.

“I contenuti della nuova legge di stabilità riportati oggi dalla stampa – si legge in una nota del ministero – appaiono in evidente contrasto con quanto previsto circa la destinazione delle risorse della gara per le frequenze 4G, gestita nella sua totalità dal Mise. La legge 220/2010 – ricorda il comunicato – dispone infatti che ‘eventuali maggiori entrate accertate rispetto alla stima’ di 2,4 miliardi di euro ‘sono riassegnate nello stesso anno al Mise per misure di sostegno al settore, da definire con apposito decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’economia e delle Finanzé. La legge 111/2011 precisa che una quota ‘non superiore al 50% delle eventuali maggiori entrate accertate rispetto alla stima’ di 2,4 miliardi di euro ‘sono riassegnate nello stesso anno al Mise per misure di sostegno al settore‘”.

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Bankitalia, ritorno dell’Ici indispensabile

ottobre 13, 2011 in Economia

“Sarebbe necessaria una riflessione sull’opportunità di reintrodurre l’abitazione principale fra gli immobili soggetti a imposta, in particolare l’Ici”. Lo ha detto Daniele Franco capo della ricerca economia di Bankitalia in audizione al Senato.

ritorno ici Bankitalia, ritorno dellIci indispensabile“L’esenzione dell’Ici dalle abitazione principali – ha aggiunto Franco – costituisce nel confronto internazionale un’anomalia del nostro ordinamento tributario ed espone al rischio di trasferire una parte rilevante dell’onere dell’imposta su esercizi commerciali e studi professionali o sui proprietari di seconde case”.

BANKITALIA, FORTE CRESCITA TASSE LOCALI TRA 2000-2010 – “Oltre un quinto delle entrate tributarie è di competenza delle amministrazioni locali. La loro quota di entrate è stata pari a oltre il 22 per cento tra il 2000 e il 2010″. Lo ha detto il capo della ricerca economica di Bankitalia Daniele Franco. Quota “in forte crescita rispetto alla media registrata negli anni novanta (oltre il 12%)”. In prospettiva, ha aggiunto, il paniere e il peso delle entrate decentrate sono destinati a “ulteriore incremento” con l’attuazione del federalismo fiscale.

“La clausola di salvaguardia risulta indefinita negli strumenti da utilizzare per ottenere gli effetti desiderati”. Bankitalia ha confermato infatti un netto “no” al taglio lineare delle agevolazioni fiscali. Il capo della ricerca economica ha detto invece di ritenere “auspicabile” che si proceda con “selettività”, così da salvaguardare soprattutto le detrazioni Irpef per i redditi da lavoro e da pensione o per i familiari a carico. Per quanto riguarda i progetti per la crescita, Bankitalia ha proposto di perseguire congiuntamente due obiettivi. Da un lato il riequilibrio strutturale dei conti pubblici, e dall’altro “la creazione di condizioni che consentano la ripresa del processo di sviluppo”, dopo una lunga fase di crescita modesta e la pesante recessione del 2008 e del 2009.

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Frattini polemizza Tremonti, sviluppo non a costo zero

ottobre 13, 2011 in Governo, Pdl

Non vedo un decreto sviluppo a costo zero“. Così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, parlando con i cronisti a Montecitorio.

Ai cronisti che gli chiedevano un commento al fatto che per il ministro dell’Economia Giulio Tremonti il dl sviluppo dovrà essere a costo zero, Frattini ha risposto: “Non è possibile. Non vedo un decreto per lo sviluppo a costo zero”. Il provvedimento, ha aggiunto il ministro degli Esteri, “avrà una parte a costo zero, ma un’altra parte con degli oneri e bisogna trovare le coperture”.

Il titolare della Farnesina, sull’ipotesi di una mini-patrimoniale, ha spiegato: “Non ne abbiamo parlato, ma ci sono diverse opzioni sul tappeto”. Certamente “il decreto sviluppo deve essere un provvedimento serio e di rilancio del Pil”.

A chi gli chiedeva come si possa però superare l’opposizione di Tremonti, Frattini ha risposto: “E’ il Cdm a decidere, sotto la guida del presidente del Consiglio”. Lo metterete in minoranza? “Non credo si arriverà a questo, anche perché credo che in tutti questi anni in Cdm non abbiamo mai votato, troveremo un accordo per fare un provvedimento serio”. (Ansa.it)

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Fini, elezioni vicine

ottobre 13, 2011 in FLI, Governo

Fini,Premier non crede a sue parole – ‘Ormai nemmeno Berlusconi crede piu’ a quel che dice”. Cosi’ il presidente della Camera e leader di Fli, Gianfranco Fini, avrebbe commentato con i sui il discorso del presidente del Consiglio che oggi ha chiesto la fiducia.

”Ormai – ha aggiunto – le elezioni sembrano vicine”

Discorso che ripete ormai da alcune settimane, come ad esempio riportiamo da un’intervista del 26 Settembre scorso: il monito di Bagnasco – dice Fini – va preso in grande considerazione. È un appello alle coscienze e un invito a chiunque abbia responsabilità in questo paese«.

Convinto “che la modifica della legge elettorale è sacrosanta”, Fini parla di una maggioranza sequestrata dalle posizioni della Lega. L’unica attenuante che concede a Berlusconi, “più volte invitato a fare un passo indietro”, è che “ha ragione a rimanere finchè c’è una maggioranza che lo sostiene”.
Dopo aver liquidato il disegno di legge sulle intercettazioni come un provvedimento inutile (“I temi veri sono il lavoro e il futuro dei giovani”), Fini affronta il tema dell’immigrazione, e chiede all’Ue di ricordarsi di essere un soggetto politico e non una moneta, altrimenti ogni tentativo di porre rimedio all’emergenza è vano. Il presidente della Camera, infine, difende la legge sull’immigrazione che porta il suo nome e quello di Bossi: “La rifarei anche se con qualche aggiustamento”.

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UniCredit, seduta negativa dopo due settimane di rialzi

ottobre 13, 2011 in Aziende, Chiusura borsa, Economia

Il listino milanese è affossato dai titoli bancari in primis Unicredit che innesca la retromarcia dopo due settimane di rialzi.

Il titolo cede il 5,6% mentre si fanno sempre più insistenti le voci di un prossimo aumento di capitale. Gli analisti di Citigroup hanno stimato un fabbisogno di 11 miliardi di euro.

unicredit ribasso UniCredit, seduta negativa dopo due settimane di rialziMale anche Banco Popolare (-4,07%) e Ubi Banca mentre Intesa Sanpaolo cede il 3,58 per cento. Viaggia in controtendenza Banca Popolare di Milano (+3,99%) dopo la discesa in campo ufficiale di Matteo Arpe mentre è scattato il conto alla rovescia per l’assemblea del 22 ottobre, chiamata a nominare i vertici dell’istituto. «Credo che la Banca Popolare di Milano, la sesta del paese, abbia un enorme potenziale» ha detto l’ex numero uno di Capitalia ai dipendenti soci. Le parole di Arpe, il candidato sostenuto da Fiba/Cisl, hanno scaldato non solamente la platea dei dipendenti, ma anche la Borsa che così questa mattina spinge all’insù le quotazioni dell’istituto.

Nel climax positivo che negli scorsi giorni ruotava intorno al titolo incideva anche l’accordo Merkel-Sarkozy raggiunto domenica 9 ottobre su un duraturo impegno a ricapitalizzare le banche europee (non solo francesi). Scenario che allontanerebbe l’ipotesi di un aumento di capitale per gli azionisti di UniCredit di cui si era vociferato nelle fasi più turbolente per il titolo.

La banca avrebbe bisogno, secondo Mediobanca, di un rinforzo del capitale da 6,8 miliardi per centrare gli obiettivi di Basilea 3. Per Jp Morgan, invece, ne occorrerebbero 7. Hsbc la pensa diversamente: tra i 10 e i 17 miliardi.

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Berlusconi dia risposte credibili

ottobre 12, 2011 in Notizie, Politica

Dopo la bocciatura dell’articolo 1 del Rendiconto del Bilancio dello Stato, domani mattina il governo porrà la questione di fiducia alla Camera. Il premier Silvio Berlusconi si presenterà in aula alle 11 e la fiducia sarà votata venerdì. La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, dopo che la giunta per il regolamento aveva stabilito a maggioranza che l’iter del rendiconto di bilancio dello Stato, dopo la bocciatura dell’articolo 1, era da considerarsi concluso.

napolitano risposte credibili Berlusconi dia risposte credibiliScende in campo il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con una dichiarazione diffusa dal suo ufficio stampa in cui invocato “una risposta credibile” dal presidente del Consiglio e dal Parlamento sulla capacità di governo e maggioranza di andare avanti con “la costante coesione necessaria”. Il Presidente della Repubblica ha premesso di avere “finora sempre preso imparzialmente atto della convinzione espressa dal governo e dai rappresentanti dei gruppi parlamentari che lo sostengono circa la solidità della maggioranza”. Ma dopo il voto di ieri e “l’innegabile manifestarsi di acute tensioni in seno al governo e alla coalizione”, non ha nascosto le “preoccupazioni” e ha chiesto “risposte credibili” per capire se il governo può andare avanti.

Contraria l’opposizione, che continua a chiedere le dimissioni del presidente del consiglio. E preoccupazione è stata espressa anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In una nota ufficiale diramata in mattinata Napolitano ha chiesto a Berlusconi una “risposta credibile” che dia risposte certe sull’operato della maggioranza. “La mancata approvazione, da parte della Camera, dell’articolo 1 del Rendiconto Generale dell’Amministrazione dello Stato – ha dichiarato Napolitano – negli ultimi tempi, l’innegabile manifestarsi di acute tensioni in seno al governo e alla coalizione, con le conseguenti incertezze nell’adozione di decisioni dovute o annunciate, suscitano interrogativi e preoccupazioni i cui riflessi istituzionali non possono sfuggire”.

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Mutuo a tasso fisso da Unipol Banca

ottobre 12, 2011 in Mutui, Notizie

Il mutuo può prevedere un importo finanziabile dell’80% del denaro richiesto e il periodo del finanziamento può arrivare fino ad un massimo di 30 anni. Per stipulare il mutuo occorre avere una garanzia ipotecaria sull’immobile che si intende acquistare che cesserà con il termine del finanziamento.

mutuo unipol Mutuo a tasso fisso da Unipol BancaÈ possibile sottoscrivere insieme al mutuo a tasso fisso anche una polizza assicurativa facoltativa, Unipol Banca mette a disposizione questo ulteriore servizio per tutelare i propri clienti da eventi inaspettati che potrebbero minare il pagamento delle rate.

Sul sito internet di Unipol Banca sono disponibili i moduli e la documentazione informativa sul servizio con specificate ogni condizione. Per sottoscrivere il mutuo è necessario presentarsi presso una filiale Unipol Banca con tutta la documentazione necessaria, valida per sostenere il proprio investimento.

Unipol Banca mette a disposizione dei mutui immobiliari per chi intende acquistare la prima abitazione o la seconda casa, acquistare una casa per le vacanze: stipulando questa tipologia di mutuo immobiliare con Unipol Banca il mutuatario corrisponderà delle rate fisse, senza incorrere nelle fluttuazioni dei mercati internazionali.

Unipol Banca come la maggior parte degli istituti di credito fissa nell’80% la somma richiedibile per il mutuo (80% del valore dell’immobile su cui verrà eseguito il contratto di mutuo).

Qualora dovessero verificarsi situazioni di instabilità economica, quindi, il cliente non dovrà in nessun caso restituire il denaro prestato ad un interesse maggiore da quello previsto in sede di contratto.
L’importo massimo finanziabile, di norma, corrisponde all’80% del denaro richiesto. Questo potrà essere restituito a rate, dilazionate in un periodo massimo di circa 30 anni. A ciò si aggiunge una garanzia ipotecaria sull’immobile acquistato, che verrà ovviamente estinta una volta cessato il mutuo.

Assieme al mutuo a tasso fisso Unipol offre anche una polizza di assicurazione facoltativa con la quale possiamo proteggerci da imprevisti nel pagamento delle rate. Purtroppo in un arco di tempo così lungo, come quello di un mutuo, è difficile prevedere tutto. L’imprevisto può sempre accadere e avere una polizza di assicurazione che corre in nostro soccorso nel momento del bisogno può essere una tranquillità da considerare.

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iOS 5, tante novità

ottobre 12, 2011 in Business

Scott Forstall, il papà di iOS, sale con orgoglio sul palco per presentare le novità della quinta generazione del sistema operativo per dispositivi mobili della Mela.

 iOS 5, tante novità

La prima curiosa novità è il servizio che permette di scattare una foto ed inviare una cartolina. Basta inviarla con indirizzo e messaggio ad Apple che provvederà a stamparla, imbustarla e ad inviarla per la cifra di 2.99$ negli Stati Uniti.

Altra novità riguarda le notifiche che vengono mostrate nella schermata di blocco, ma sfiorandole è possibile accedere direttamente alla relativa applicazione. Tutti i dispositivi iOS possono comunicare tramite l’applicazione “Messaggi” sfruttando la connessione WiFi o 3G, senza la necessità di utilizzare un SMS. Twitter invece è stato integrato direttamente nelle applicazioni che possono così inviare messaggi direttamente sul social network.

Un’utilissima funzionalità introdotta in iOS 5 è la possibilità di attivare la fotocamera anche dalla schermata di blocco, per non perdere il momento e scattare al volo una foto utilizzando il tasto del volume come pulsante di scatto.

Tra le tante novità introdotte da iOS 5 arriva NewsStand, tradotto in italiano con il nome “Edicola“. Apple apre in questo modo una nuova sezione all’interno dell’iTunes Store pronto ad accogliere riviste, settimanali, magazine, periodici e giornali in abbonamento, a pagamento singolo o a download gratuito! La Springboard si arricchisce poi di una nuova icona dal design “originale” che raggruppa tutti i contenuti scaricati e visualizzabili in un tap.

La release beta di iOS 5 include oltre 200 nuove funzioni, che saranno disponibili per tutti gli utenti di iPhone, iPad e iPod touch in autunno. Tra le nuove funzioni di iOS 5 troviamo: Notification Center, un modo innovativo di visualizzare e gestire più facilmente le notifiche, in un unico posto e senza interruzioni; iMessage, un nuovo servizio di messaggistica che consente di scambiare facilmente messaggi di testo, foto e video tra tutti i dispositivi iOS; e Newsstand (Edicola), un nuovo modo di acquistare e organizzare gli abbonamenti a quotidiani e riviste. Grazie alla nuova funzione PC Free, gli utenti di iOS 5 potranno attivare e configurare il proprio dispositivo iOS all’istante e ricevere gli aggiornamenti software over-the-air senza bisogno di computer.

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Dopo l’Inglese il Cinese è la lingua più parlata al mondo dagli uomini d’affari

ottobre 12, 2011 in Business

Dopo il sorpasso economico ora è il turno dell’egemonia linguistica. Il mandarino, la lingua ufficiale della Cina, parlata da 845 milioni di persone, è anche secondo una classifica stilata dall’agenzia americana Bloomberg la lingua più parlata per fare business dopo l’inglese, che, almeno fino a quando il dollaro rimarrà la valuta di riferimento per gli scambi commerciali, non perderà il suo primato.

Lo afferma Leigh Hafrey, uno studioso del Massachusetts Institute of Technology:

«La conoscenza della lingua madre è molto vantaggiosa per fare affari nei Paesi dove l’inglese non è parlato correntemente. Nelle trattative fatte in mandarino diminuisce il tempo impiegato nelle negoziazioni e alla fine gli affari vanno meglio».

cinese lingua mandarino Dopo lInglese il Cinese è la lingua più parlata al mondo dagli uomini daffariSecondo il volume “Ethnologue” di M. Paul Lewis, la “top 10″ delle lingue più parlate da madrelingua nel mondo (ma non per gli uomini d’affari) include sì il cinese (inteso come insieme dei 12 idiomi parlati in Cina), ma evidenzia ancora lo spagnolo, l’inglese, l’arabo, l’hindi, il bengali, il portoghese, il russo, il giapponese ed il tedesco come lingua più utile per un italiano. Per il secondo criterio, ecco le statistiche ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico (paesi con i quali l’Italia ha maggiori scambi commerciali) e per il terzo, qualche basilare nozione geografica facilita il compito. Leggi il report su mosalingua.com

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Per l’accusa di peculato non basta il ritardo nel giustificare le spese di rappresentanza

ottobre 12, 2011 in Legislazione

(Sole 24 Ore) – Linea morbida della Cassazione sulla rendicontazione delle spese di rappresentanza dei politici. Il ritardo nella presentazione dei giustificativi di per sé non giustifica la condanna per peculato.

peculato Per l’accusa di peculato non basta il ritardo nel giustificare le spese di rappresentanzaCon questa motivazione la suprema Corte, con la sentenza 11 ottobre 2011 n. 36718, ha annullato la condanna a un anno e sei mesi di reclusione nei confronti dell’ex sindaco di Pagani, poi nominato consigliere regionale del Pdl ed arrestato lo scorso 15 luglio – successivamente ha ottenuto i domiciliari – con l’accusa di concussione e associazione per delinquere finalizzata allo scambio elettorale politico-mafioso.

Per i giudici di Piazza Cavour, dunque, la mancata allegazione delle ricevute delle spese effettuate dal sindaco con la carta di credito attribuitagli dall’amministrazione per svolgere funzioni di rappresentanza istituzionale non può senza altra prova integrare il reato di peculato continuato.

La Suprema corte, infatti, ha chiarito che la Corte di appello di Salerno, prima di confermare la condanna emessa in primo grado dal Gup di Nocera Inferiore, avrebbe dovuto esaminare le giustificazioni offerte dal sindaco anche se in ritardo al fine di verificare la “la corrispondenza della pubblicità della spesa”, e non sottrarsi all’esame delle stesse, come invece ha fatto, “in base alla sola considerazione della non coevità” nella presentazione della documentazione di appoggio.

Del resto, osserva la Corte, proprio il sistema di funzionamento delle carte di credito, con il rilascio di una ricevuta immediata e una contabilizzazione successiva inviata alla banca presso cui è aperto il conto corrente del comune, permetterebbe all’amministrazione di svolgere un controllo sulla congruità delle spese. In quest’ottica prosegue la Corte non importa che la giustificazione sia o meno prossima alla spesa, quanto che essa ci sia e dimostri, in modo trasparente e chiaro, la realizzazione di uno scopo pubblico.

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Iscrizioni e cancellazioni prima del voto rendono nulle elezioni del Consiglio dell’ordine

ottobre 12, 2011 in Legislazione

In tema di modalità di espletamento delle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine (nella fattispecie ordine dei dottori commercialisti), con la sentenza n. 19203, depositata il 21 settembre 2011, la Corte di Cassazione ha stabilito che sono illegittime le elezioni del consiglio dell’ordine se, nell’imminenza delle votazioni, il presidente ha provveduto a iscrizioni e cancellazioni dall’albo.

elezioni ordine Iscrizioni e cancellazioni prima del voto rendono nulle elezioni del Consiglio dellordineSecondo la terza sezione civile della Corte, se dopo l’indizione delle elezioni il Presidente ha provveduto ad iscrivere, con atto unilaterale, nuovi dottori, con ciò può aver compromesso la genuinità del voto.

La Corte, accogliendo le richieste di alcuni commercialisti che avevano impugnato i risultati delle elezioni, ha fatto notare che nel caso in esame i ricorrenti hanno impugnato le iscrizioni e cancellazioni dall’albo disposte dal Presidente scaduto “non perché ne contestino i presupposti (al che non sarebbero legittimati, ex art. 37 d.lgs. n. 134 del 2005) ma solo in quanto assumono che in tal modo sarebbero stati alterati i risultati elettorali“. In precedenza c’era stato un reclamo al consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili che si era concluso con una pronuncia di inammissibilità.

Ora la Suprema Corte ha dato ragione ai ricorrenti spiegando che detta pronuncia di inammissibilità del reclamo adottata dal Consiglio Nazionale è decisamente erronea.

Tratto da: Cassazione: iscrizioni e cancellazioni prima del voto rendono nulle elezioni del Consiglio dell’ordine
(Fonte: StudioCataldi.it)

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Cassazione: persino l’ombra può creare danni e dare diritto al risarcimento

ottobre 12, 2011 in Legislazione

Questa volta i giudici del palazzaccio sono stati chiamati ad intervenire in materia di risarcimento danni da ombra.

ombra pioppo Cassazione: persino lombra può creare danni e dare diritto al risarcimentoProprio così, perché anche l’ombra del può considerarsi fonte di un danno ingiusto che dà diritto a essere risarciti.

Si tratta di una decisione che convalida una precedente pronuncia del giudice di pace che aveva condannato il proprietario di un pioppeto che con le sue fronde faceva ombra su una coltivazione di mais rallentandone la produzione.

Durante il giudizio di merito la condanna era stata giustificata per il fatto che “l’ ombra dei pioppi aveva impedito al mais di svilupparsi piu’ produttivamente” e che “le radici dei pioppi assorbivano dal terreno acqua e sostanze nutrizionali a discapito della coltura del mais”.

Il proprietario del pioppeto aveva proposto ricorso in Cassazione deducendo che il suo confinante avrebbe potuto avvalersi del diritto previsto dall’articolo 896 del codice civile che consente di recidere rami e fronde se invadono il confine e che, dunque, a suo dire, non aveva diritto al risarcimento dei danni.

Nella parte motiva della sentenza la suprema corte spiega che “costituisce onere del ricorrente indicare chiaramente quali siano i principi che si assumono disattesi trattandosi di principi che devono essere prima individuati da chi ne lamenta la violazione e soltanto successivamente verificati dal giudice di legittimita’ prima nella loro esistenza e quindi nella loro eventuale violazione”.

Tratto da: Cassazione: Anche l’ombra può creare danni e dare diritto al risarcimento
(Fonte: StudioCataldi.it)

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Cassazione: no a restituzione anticipi versati per giocare al lotto

ottobre 12, 2011 in Legislazione

A precisarlo è stata la Corte con una recente sentenza (n. 20622 del 7 ottobre 2011).

anticipo somme lotto Cassazione: no a restituzione anticipi versati per giocare al lottoI giudici di legittimità hanno rigettato l’istanza, inoltrata sia in primo che in secondo grado di giudizio, di una donna che sosteneva di aver anticipato le spese, per circa sei mesi, per giocare al lotto puntando su un numero ritardatario, d’accordo con un’amica con la quale, in caso di vincita, si sarebbe diviso il premio.

Ma la cassazione ha ribadito che in caso di perdita, non ha diritto alla restituzione del danaro, il soggetto chi anticipa i soldi per le giocate, trattandosi, nella fattispecie, di un rapporto privato fra i giocatori.

Tale valutazione esclude l’applicabilità dell’art. 1935 del codice civile, in base a cui le lotterie danno luogo ad azione in giudizio, qualora siano state legalmente autorizzate.

Pertanto la donna, che giocava con costanza una somma, per conto suo e della sua amica, trovandosi poi in difficoltà perché il gioco era diventato troppo oneroso, una volta ritiratasi dal gioco non ha potuto ripetere quanto aveva anticipato.
La sua amica, citata in giudizio, aveva negato che fosse intervenuto l’accordo ed eccepito l’incoercibilità della pretesa promessa, ex art. 1933, trattandosi di debito di gioco.

La donna spiegava che la sua amica si era impegnata a dividere con lei in parti uguali l’importo delle giocate e dell’eventuale vincita e che essa aveva anticipato le somme delle puntate senza che il numero uscisse. Tuttavia nel marzo 2002 aveva abbandonato il gioco, divenuto troppo costoso. La sua amica aveva rifiutato di rimborsare la metà dei soldi spesi nelle scommesse negando che fosse intervenuto l’accordo ed eccependo in giudizio l’incoercibilità della pretesa promessa, ex art. 1933, trattandosi di debito di gioco. Dopo che il rigetto da parte dei giudici di merito delle pretese della “creditrice”, la terza sezione civile, investita della questione, ha confermato tali decisioni spiegando che la regola di cui all’articolo 1935 c.c. non può valere per gli accordi meramente privati fra i giocatori, che si svolgono con modalità normalmente inidonee a fornire alcuna certezza in ordine ai relativi contenuti e avvengono sotto la spinta di motivazioni largamente influenzate da fattori irrazionali. Le leggi sul gioco del lotto dettano regole precise all’unico fine di garantire la certezza del rapporto, l’individuazione del giocatore, l’entità minima e massima di ogni giocata e le proporzioni fra la giocata e la vincita, così modulando il gioco in vista delle finalità per cui è stato istituito, e contemporaneamente delimitando il rischio corso dal giocatore a quello chiaramente predeterminato.

Tratto da: Cassazione: amico anticipa i soldi per giocare al lotto? No al rimborso del danaro anticipato. Non opera art. 1935 cc.
(Fonte: StudioCataldi.it)

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Bambino troppo protetto? E’ reato di isolamento sociale

ottobre 12, 2011 in Legislazione

L’eccesso di protezione che ha come conseguenza l’isolamento del bambino dal contesto sociale fa scattare il reato di maltrattamenti in famiglia. La Cassazione, con la sentenza 36503, ha confermato la condanna a carico di un nonno e di una madre che, iperprotettivi verso il minore gli avevano impedito di frequentare i coetanei, cancellato la figura paterna e fatto frequentare saltuariamente la scuola. Combinazione di comportamenti che avevano avuto l’effetto di danneggiare il bambino che era arrivato ad avere disturbi deambulatori.

eccesso protezione Bambino troppo protetto? E reato di isolamento socialeUn “eccesso di accudienza“, come lo definisce la Cassazione, che non trova giustificazioni.

Inutili i tentativi della difesa dei ricorrenti di negare la sussistenza del reato di maltrattamento in famiglia. Secondo il legale, mancavano, infatti, gli elementi costitutivi, rappresentati sia dalla volontà di danneggiare sia dalla violenza fisica oltre alla mancata percezione del minore di essere maltrattato.

Considerazioni che la Cassazione respinge, affermando l’estensibilità del reato a condotte in grado di ritardare gravemente lo sviluppo psicologico e relazionale (con i coetanei e con il padre) del bambino. Danni che possono essere assimilati alla violenza fisica a prescidere dalla consapevolezza della vittima di subirla.

Invero, tali atteggiamenti iperprotettivi si sono concretizzati in comportamenti che, impedendo al minore di frequentare con regolarità la scuola e di socializzare con i propri coetanei, nonché prospettandogli la figura paterna come negativa e violenta, hanno inciso inevitabilmente sullo sviluppo psichico del minore, con conseguenti accertati disturbi deambulatori. Per i giudici di merito, pertanto, gli atti di maltrattamento che hanno giustificato la condanna per il delitto di maltrattamenti in famiglia si sono concretizzati in atti di «eccesso di accudienza», ovvero atti riservati all’età infantile e tuttavia mantenuti e perpretati anche in età preadolescenziale, nonché in «deprivazioni sociali e psicologiche».

Nel contesto descritto, infatti, la Corte considera irrilevante il grado di percezione del maltrattamento ad opera della vittima minorenne, invocato come esimente dai ricorrenti che hanno evidenziato un palese «stato di benessere» del minore, iperaccudito nella propria realtà familiare. Sottolinea invece la Corte la scarsa rilevanza della soglia di sensibilità del minore vittima, il quale, sia per il proprio grado di sviluppo psico-fisico, sia soprattutto a causa della sua esclusione dai contesti sociali di riferimento (coetanei), non può disporre di una sufficiente capacità di percezione della negativa e deteriore realtà in cui è costretto a vivere, esigendo in tal senso una efficace tutela.

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Mussari, ridurre peso delle famiglie

ottobre 12, 2011 in Business

”Un assetto giuridico coerente accompagnato da seri interventi di redistribuzione del carico fiscale al fine di ridurre il peso dell’imposizione per famiglie e imprese darebbe impulso alla crescita”.

Lo afferma il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari nel corso dell’audizione alla commissione Finanze del Senato sulla riforma fiscale ricordando come si tratta della prima richiesta del manifesto delle imprese sottoscritto da Abi e le altre associazioni imprenditoriali.

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Rete Imprese, il peso delle tasse raggiunge il 51%

ottobre 12, 2011 in Economia

(ANSA) – ROMA, 12 OTT – Un peso delle tasse sempre piu’ insopportabile, che ha sfondato ormai la soglia del 51%, al netto del sommerso.

peso fiscale Rete Imprese, il peso delle tasse raggiunge il 51%L’allarme arriva da Rete Imprese Italia che indica a quota 51,28% la pressione fiscale effettiva sulle aziende raggiunta nel 2010. Di quasi 9 punti superiore cioe’ al livello di pressione fiscale nominale indicato dall’Istat (42,6%).
Il dato dell’organizzazione delle Pmi risulta da uno studio consegnato alla Commissione Finanze della Camera, sottolineando ”forti iniquita”’.

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Fiat, vicino l’accordo Chrysler-sindacato Uaw

ottobre 12, 2011 in Diritto Lavoro, Notizie

Detroit, 12 ott – Chrysler e il sindacato Uaw hanno raggiunto una bozza di accordo sul nuovo contratto nazionale di lavoro che riguarda circa 26mila dipendenti. Lo ha annunciato la casa americana del gruppo Fiat, precisando che “l’accordo e’ soggetto alla ratifica dei membri del sindacato Uaw e che in questo momento non possiamo discutere i dettagli in attesa del voto di ratifica”. Secondo indiscrezioni l’intesa prevede investimenti per 4,5 miliardi di dollari e la creazione di 2.100 nuovi posti di lavoro. Chrysler e’ l’ultima delle tre big dell’auto di Detroit ad aver raggiunto l’accordo con i sindacati. pal-Y- 12-10-11 13:16:47 (0191)

Il cammino verso l’accordo

accordo sindacati usa crysler Fiat, vicino laccordo Chrysler sindacato UawImportante passo avanti nelle trattative tra il Gruppo Chrysler e il sindacato americano UAW per il rinnovo del contratto di lavoro. Secondo il Wall Street Journal, i dipendenti dello stabilimento Chrysler di Dundee, Michigan, hanno votato a favore della fine del contratto separato con l’azienda escludendo di fatto la possibilità di uno sciopero che avrebbe fortemente penalizzato i negoziati tra Sergio Marchionne e Bob King. In sostanza, la stragrande maggioranza della forza lavoro di Dundee ha approvato l’adesione al contratto nazionale di UAW.

La fabbrica era stato originariamente realizzata nell’ambito di una partnership globale tra Chrysler, Hyundai e Mitsubishi, non ha fatto parte della riorganizzazione del Gruppo americano nella fase della bancarotta assistita e ha continuato a funzionare regolarmente grazie proprio al contratto di lavoro separato rispetto a quello nazionale con UAW. Da quando si è chiusa l’alleanza con le Case asiatiche, è ora solo Chrysler a gestire le attività produttive del sito. Lo stabilimento è tra i più avanzati nell’assemblaggio di motori a 4 cilindri che il Gruppo utilizza localmente su Chrysler 200 e Fiat 500.

La bozza dell’accordo preliminare

Lo comunicano il sindacato e Chrysler in due note distinte.

Nella nota del sindacato, il presidente di UAW Bob King spiega che l’intesa prevede 4,5 miliardi di dollari di investimenti nella produzione di auto e 2.100 nuovi posti lavoro entro il 2015.

In un comunicato, Chrysler precisa che l’accordo deve essere ratificato dai membri Uaw e che interessa circa 26.000 lavoratori iscritti al sindacato.

Si tratta del primo contratto di lavoro per Chrysler dalla bancarotta del 2009 e dal salvataggio statale.

L’intesa segue gli accordi già siglati da UAW con General Motors e Ford .

Gli analisti non si aspettano che il sindacato ottenga per Chrysler un contratto generoso come quello raggiunto con GM e Ford, a causa della situazione finanziaria più debole della casa automobilistica di Detroit. Perchè Marchionne ringrazia per l’articolo 8?

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Governo: La Costituzione Dice Che Devono Andare A Casa

ottobre 12, 2011 in Notizie

E’ fantastico, persino esilarante, vedere come i berluscones e i leghisti si arrampicano sugli specchi per giustificare il gravissimo fatto accaduto ieri alla Camera dove il Governo è stato battuto sul rendiconto del bilancio. Tutti a dire che non è un fatto politico ma che il Governo è stato battuto da pochi “distratti”.

governo dimissioni Governo: La Costituzione Dice Che Devono Andare A CasaInvece non è così perché, a norma di regolamento e nel rispetto della Costituzione, la bocciatura del rendiconto generale corrisponde di fatto ad una vera e propria sfiducia al Governo. L’art. 81 della Costituzione recita infatti “le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo”. L’approvazioni delle Camere del rendiconto è quindi da intendersi come l’approvazione delle stesse al Governo. Mancata l’approvazione al Governo viene meno la fiducia alle Camere. Punto. Chiuso. Kaput.

Ora, io immagino che al Quirinale vi siano diversi bravi costituzionalisti e ritengo quindi che non avranno bisogno della mia gratuita consulenza, ma ritengo che vi siano tutte le condizioni affinché il capo dello Stato sciolga le Camere. E’ la costituzione a dirlo, tanto è vero che nelle altre due occasioni in cui la Camera ha bocciato il rendiconto dello Stato, i primi ministri che erano in carica (Andreotti in un caso e Goria nell’altro) si recarono al Quirinale e diedero le dimissioni.

Il Quirinale è giustamente prudente ma al Presidente della Repubblica non può essere sfuggita la calda accoglienza riservatogli ieri dalle persone fuori della Camera e la supplica di “salvare il paese”. Napolitano aspetta il risultato della riunione della Giunta per il regolamento della Camera, convocata da Fini per questa mattina. Dopo di che immagino che dovrà essere il Presidente del Consiglio a fare dei passi istituzionali senza forzare la mano del Presidente. Ma nel caso, molto possibile, che Berlusconi faccia finta di niente dovrà essere il Quirinale a prendere il coraggio di fare ciò che va fatto.

Roberto Delponte per freeitalianpress.org

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Saab, fallimento vicino?

ottobre 12, 2011 in Aziende, Capitale, Finanza

Il gruppo svedese Saab ad un passo dal fallimento. Secondo un quotidiano di Stoccolma il curatore giudiziario incaricata della rimessa in sesto del gruppo, avrebbe gettato la spugna: dopodiché non resta che la dichiarazione di bancarotta.

saab Saab, fallimento vicino?Il problema ancora una volta é il presunto prestito ponte garantito da un gruppo automobilistico cinese che non é mai arrivato a destinazione.

Una crisi di liquidità che non é la prima a colpire la casa automobilistica. Da sei mesi non esce piu0’ una vettura dagli stabilimenti chiusi lo scorso aprile dopo il mancato pagamento di 150 milioni di euro ai fornitori. E da agossto Saab non paga più lo stipendio ai dipendenti.

Casse vuote. Il procedimento, simile alla nostra amministrazione controllata, era stato chiesto ieri dalla Swedish Automobile (Casa madre, ex Spyker Cars, proprietaria del marchio) per consentirle di pagare i dipendenti, i cui stipendi del mese di agosto non sono stati corrisposti, per garantire i creditori e per darle il tempo di attendere l’approvazione da parte del Governo cinese di una joint-venture con i costruttori locali PangDa Youngman che dovrebbe portare nelle casse dalla Saab 245 milioni di euro. Il debito della Saab, secondo quanto ha dichiarato il numero unoVictor Muller, ammonta a 150 milioni di euro.

Lavoratori sul piede di guerra. La corte distrettuale di Vanersborg, nell’ovest della Svezia, tuttavia ha respinto la richiesta comunicando che non c’era alcun motivo per credere che il procedimento sarebbe stato sufficiente a risolvere i problemi della Casa. La Saab si è detta sorpresa della decisione e ha annunciato che presenterà ricorso. Intanto la i lavoratori sono sul piede di guerra. L’unione svedese IF Metall, che raggruppa circa 1.500 lavoratori della Saab, potrebbe chiedere l’avvio del procedimento di bancarotta già nei prossimi giorni. “Ora dovremo valutare attentamente – ha dichiarato Stefan Lofven, a capo del sindacato. – l’evolversi degli eventi. Se la società non trova un’altra soluzione oppure se non effettua essa stessa una richiesta di fallimento, saremo costretti a farlo noi”.

Il tentativo di riorganizzazione

Riorganizzazione per evitare il fallimento. Questa la strada scelta da Saab, che da mesi è talmente a corto di fondi da non essere in grado di pagare fornitori e dipendenti.

Sweedish Automobiles, l’ex Spyker che ha rilevato la casa svedese da General Motors, fa sapere che il processo avrà una durata di tre mesi.

L’amministratore delegato di Saab, Victor Muller, ha dichiarato: “Gli ultimi quattro mesi sono stati caratterizzati da una forte turbolenza. Nonostante questo, siamo riusciti a trovare nuovi capitali per circa 125 milioni di euro e altri fondi con cui integrare le risorse del gruppo. Naturalmente, non è stato sufficiente”.

Dal 2007 al 2009, la produzione negli stabilimenti Saab ha conosciuto un calo progressivo, passando da 125.400 vetture ad appena 21.000. Nel 2010, dopo che la casa era passata attraverso una prima ristrutturazione, dalle officine sono uscite 32.000 vetture.